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domenica 24 aprile 2016

Avigliana e Sacra di San Michele

Il giro di oggi dura una giornata intera e ci porta alla scoperta di alcune perle della Val Di Susa.

Prima tappa: Avigliana
Percorso (Gmap)

Avigliana si trova all'imbocco della Val di Susa, in un anfiteatro morenico compreso tra il Monte Pirchiriano, sul quale svetta la Sacra di San Michele, e la collina di Rivoli. Il comune fa parte della città metropolitana di Torino e si trova a circa 20 Km ad ovest del capoluogo.

Avigliana è un autentico gioiello medioevale.

La Casa del Beato Umberto:




Si tratta di Umberto III, conte di Savoia e primo beato della stirpe.
La Porta Feronia che si apriva sulla cinta muraria:



La ripida scalinata che conduce alla chiesa di Santa Maria:



 Piazzetta Santa Maria, qui si respira un'aria antica....

 La torre circolare:

 Casa Porta Ferrata:


 Casa Cantamerlo:


La casa prende il nome dall'uccello affrescato sulla volta della sua torre. La casa appartenne all'avvocato e poeta  aviglionese Norberto Rosa, divenne poi casa parrocchiale della parrocchia dei SS Giovanni e Pietro.

La salita al castello:








 I portici che fiancheggiano le vie







Il castello svetta sul borgo antico

Seconda tappa: La Sacra di San Michele
La Sacra di San Michele è un'abbazia situata sul Monte Pirchiriano nella Val di Susa. Le origini di questo complesso sono incerte anche a causa delle numerose leggende.
C'è la leggenda della via michelita o via angelica: la strada unisce la basilica di Mont Saint Michel, la Sacra e Monte Sant'Angelo in Puglia. Sarebbe stata tracciata dalla spada di San Michele mentre combatteva con il demonio. La Sacra si trova esattamente a metà, 1000 chilometri da Saint Michel e 1000 chilometri da Monte Sant'Angelo.

Sulle origini della Sacra ci sono diverse leggende, tutte prevedono apparizioni di angeli, tra le più popolari si narra che San Giovanni Vincenzo, nel X secolo, voleva fondare un'abbazia sul Monte Caprasio. I lavori però procedevano a rilento in quanto ogni notte le pietre posate sparivano. San Giovanni allora decise di vegliare per cogliere con le mani nel sacco i ladri di materiale. Durante la notte però scopri che erano gli angeli che trasferivano le pietre sul monte Pirchiriano. San Giovanni allora decise di costruire l'abbazia sul monte Pirchiriano e così fu.


Nel XVII secolo la Sacra, dopo seicento anni di vita benedettina, rimase quasi abbandonata per due secoli, nek 1836 Carlo Alberto di Savoia
offrì l'opera ad Antonio Rosmini, giovane fondatore dell'Istituto della carità, che accettò, trovandola conforme allo spirito della sua congregazione.
Lo scrittore Umberto Eco si è ispirato a questa abbazia per il suo romanzo più famoso: "Il nome della rosa".


Sepolcro dei monaci, oggi un rudere






All'ingresso della Sacra la statua di San Michele, opera dello scultore altoatesino Paul de Doss-Moroder.
Rappresenta San Michele Arcangelo mentre scaccia Satana all'inferno. Infatti le ali di Satana che sprofonda sono rappresentate ai suoi piedi.



Varcato il portone di accesso ci troviamo come sul fondo di un pozzo: due branche di scale e un enorme pilastro:



Il pilastro, alto 18,6 metri, con i suoi 4 archi in croce sostiene la chiesa soprastante. La vertiginosa scala è nota come lo scalone dei morti in quanto accoglieva anticamente le tombe dei monaci defunti. Ancora oggi alcune sepolture sono visibili sotto il finestrone alla base della scala.

All'uscita dello scalone c'è la porta dello zodiaco:




Ma ancora non siamo arrivati alla chiesa; c'è un'altra rampa di scale sovrastata da una serie di archi rampanti:




E finalmente il portale della chiesa:


Panorama della Val di Susa dalla terrazza di accesso alla chiesa

La via verso la Sacra
L'interno della chiesa:






All'interno della chiesa ci sono le strutture più antiche, ormai ingolate e divenute sotterranee: le cappelle primitive.
Dalla chiesa si accede alla terrazza superiore dalla quale si gode di un panorama strepitoso. Si vedono anche le rovine del Monastero Nuovo e della Torre della Bell'Alda.
La leggenda vuole che una valligiana di nome Alda, bellissima, si fosse rifugiata nel monastero con i suoi compaesani per sfuggire alle scorrerie di alcuni soldati di ventura. Questi riuscirono a penetrare nell'abbazia: uccisero tutti i monaci e aggredirono la popolazione. Alda si rifugiò in cima alla torre, pregò la Vergine e, per sfuggire all'oltraggio, si gettò nel vuoto. La Madonna, commossa, le mandò due angeli che la sorressero e la posarono indenne sul fondovalle. Quando la bell'Alda raccontò la sua storia nessuno le credette, così decise di ripetere il salto. Ma la Madonna, per punirla della sua superbia, la lasciò cadere. Si dice che il pezzo più grande che trovarono del suo corpo fu un orecchio!
la torre della Bell'Alda


le rovine del Monastero Nuovo




Dalla chiesa poi si scende ai piedi del complesso principale, tra le rovine del monastero nuovo e della torre.











E infine si torna all'ingresso per un sentiero che costeggia la Sacra.




Insomma una giornata bellissima e una gita che consiglio a tutti!!!