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martedì 15 luglio 2014

Da Piazza Missori alle Colonne di San Lorenzo





Prima tappa: la chiesa di Sant'Alessandro in Zebedia


Essa è situata nel luogo dove la tradizione narra che fu tenuto prigioniero Sant'Alessandro martire. L'appellativo in Zebedia deriva dal nome del carcere in cui fu rinchiuso il martire, che appunto si chiamava Zebedia.

L'architetto iniziale fu uno dei padri Barnabiti (Lorenzo Binago), la costruzione ebbe inizio nel 1602 e fu conclusa nel 1658 da Francesco Maria Richino. La facciata è in stile rinascimentale con due campanili: uno con funzione di torre campanaria, l’altro con funzione di orologio. La pianta è a doppia croce greca.



 Purtroppo la chiesa era chiusa e così siamo passati oltre.

Seconda tappa: San Giorgio al Palazzo
Si tratta di una delle chiese più vecchie di Milano, fondata nel 750 d.C.



 All'interno c'è la Cappella della Passione affrescata da Bernardino Luini.




Terza tappa: la stretta Bagnera
Questa via, molto stretta, è stata teatro delle gesta del primo serial kille della storia: il mostro della stretta Bagnera. Si tratta di Antonio Boggia, nato sul lago di Como fuggì dapprima nel Regno di Sardegna per sfuggire ad una accusa di truffa e diverse cambiali non pagate. Qui ebbe ancora problemi con la giustizia e venne a Milano. Qui uccise, smembrò e murò i resti di 4 persone, dopo aver falsificato le procure per ereditarne i beni.
Quarta tappa: piazza Mentana col monumento ai caduti della battaglia di Mentana.
Il monumento è una figura allegorica dell'Italia, sulla base ci sono dei bellissimi bassorilievi. Il monumento fu inaugurato in presenza di giuseppe Garibaldi che però, poichè già malato e sofferente, rimase in carrozza.





Quinta tappa: via Gian Giacomo Mora e la colonna infame.
Ecco il monumento dedicato alla storia della Colonna Infame raccontata da Alessandro Manzoni. Qui c'era la casa di Gian Giacomo Mora protagonista suo malgrado.....



Sesta tappa: la Basilica di san Lorenzo.
Questa Basilica è preceduta dalle famose colonne romane. Si tratta di una chiesa a pianta cemtrale preceduta in origine da un portico simile a quello di Sant'Ambrogio. Le colonne romande erano quelle delle terme Erculee di epoca romana. Poer trasportarle fin qui vennero divise in tre parti.




 Assolutamente da vedere la Cappella di Sant'Aquilino, con le reliquie del Santo e la discesa nelle fondamenta. Questa cappella inizialmente doveva accogliere le spoglie della madre dell'imperatore Costantino, Galla Placidia, ed era decorata con bellissimi mosaici in stile bizantino. I mosaici vennero distrutti quasi completamente da un crollo della volta e il mausoleo di Galla Placidia venne infine fatto a Ravenna dopo lo spostamento della capitale dell'Impero.
Un mosaico originale in stile bizantino



il sarcofago con le reliquie di Sant'Aquilino


le fondamenta


A questo punto eravamo sulla via del ritorno, percorrendo via Torino. Però arrivati davanti a Santa Maria Presso San Satiro abbiamo trovato la chiesa aperta e così abbiamo aggiunto la

Intorno alla Basilica di san Lorenzo, una serie di bellissimi graffiti:










una bellissima Madonna, vandalizzata


Settima tappa: Santa Maria presso San Satiro.
In origine c'era solo il sacello (=cappella) di San satiro, fratello di Sant'Ambrogio. La chiesa di Santa Maria fu aggiunta in un secondo tempo a causa del miracolo della Madonna pugnalata, avvenuto nel 1242.
Qui, in via Falcone, c'era l'albergo con l'insegna del falcone, «hospitium falconis», noto già nel Trecento, poi locanda fino agli anni Venti del ' 900. Rione poco raccomandabile a dire il vero, si giocava d' azzardo e si vendeva l' amore. Ma era il bello della città dell' epoca: diavolo e acqua santa in ogni borgo, bische e chiese. Quella notte, tal Massazio da Vigonzone fu spennato al gioco, perse tutto e non sapendo più contro chi imprecare, giunto davanti alla chiesa, sfogò la sua ira «pugnalando» l' immagine sacra che stava sul muro. Al terzo colpo di lama, la Madonna cominciò a sanguinare (alcuni dicono che fu il Bambino ad essere sfregiato). Il popolo gridò al miracolo, il posto divenne luogo di culto (il dipinto originale si trova ora all' interno, sull' altare) e il giocatore si fece frate. 
Da ammirare la famosissima prospettiva del Bramante e, sempre del Bramante, l'ex sacrestia, ora Battistero.


la cupola del Battistero

la bellissima prospettiva bramantesca, al centro la "Madonna pugnalata"


il Sacello di San Satiro

Giunti infine i Piazza Duomo, siamo rientrati !!